Fare impresa senza rinunciare alla solidarietà

50 anni di cooperazione

La storia di Politecnica inizia nel 1972, quando nove giovani ingegneri e architetti che insegnano e lavorano intorno a Modena si incontrano su un’intuizione comune: per affrontare la crescente complessità progettuale è necessario superare il vecchio modello dello studio professionale, serve un'integrazione sempre più spinta tra diverse competenze. Su questa idea condivisa fondano C.I.A., Cooperativa Ingegneri e Architetti.

La parola ai fondatori...
Giorgio Pacchioni, Gabriele Giacobazzi, Richard Samson

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Giorgio Pacchioni che fondò la Cooperativa

Socio fondatore della Cooperativa Ingegneri e Architetti, ha proposto e sostenuto con determinazione la scelta originaria di costituirsi in cooperativa. Nato nel 1936 a Pavullo nel Frignano vicino a Modena, si laurea in Ingegneria presso l'Università degli Studi di Bologna. Fornisce il suo rilevante contributo, oltre che alla nascita della società, anche alla sua crescita. Nei momenti più critici ha saputo essere di esempio cooperando e trascinando gli altri soci verso traguardi sempre più ambiziosi. Così come nell'insegnamento, è stato di esempio morale per tutti quelli che gli sono stati vicino.

Di Politecnica dice... Oggi guardo con orgoglio e meraviglia alla cooperativa che ho creato 50 anni: una grande società indipendente, con una presenza internazionale forte e un progetto di lungo respiro. Tutto è partito dalla determinazione a fare progettazione integrata. E poi abbiamo proiettato l’impresa nel futuro, puntando sull’alleanza tra generazioni.
Delle sfide che ci attendono... La difesa dell'ambiente, tema centrale di questi anni, richiede l’orizzonte multidisciplinare e l’approccio integrato che sono la ragion d’essere di Politecnica.
Un messaggio alle nuove generazioni? Esercitate la professione in modo attivo e critico, affiancate il committente in un rapporto sempre dialettico, con coraggio e intelligenza.

Gabriele Giacobazzi che guidò l’evoluzione da CIA a Politecnica

Presidente di C.I.A. e Politecnica per più di trent’anni, Gabriele ha guidato l'evoluzione della cooperativa. Ha saputo mantenerne vivi e attivi i valori fondativi, favorendo lo sviluppo equilibrato dell’impresa di fronte ai profondi mutamenti della società e delle tecnologie. Nato nel 1949 a Prignano sulla Secchia, vicino Modena, si laurea in Ingegneria Civile Edile a Bologna. Ricercatore e poi docente universitario, svolge attività di progettazione e consulenza in campo infrastrutturale, edilizio, urbanistico ed immobiliare. Ricopre ruoli di primo piano in associazioni di categoria e di settore, consorzi, aziende, gruppi di lavoro, commissioni edilizie e di valutazione.

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Di Politecnica dice... Ho vissuto 35 anni della mia vita in Politecnica. Un lungo viaggio, tante persone con cui ho condiviso entusiasmanti esperienze professionali. Con Politecnica ho potuto fare impresa di progetto: un’attività imprenditoriale che pratica la democrazia economica, in cui si condividono responsabilità, decisioni e scelte.
Delle sfide che ci attendono... Fare progettazione integrata è ancora oggi una sfida culturale: ci vuole un costante superamento della naturale tendenza a difendere il proprio ambito professionale.
Un messaggio alle nuove generazioni? Progettare richiede una grande capacità di immedesimazione. È importante mettersi nei panni delle persone, ragionare e immaginare come loro. Il progetto è slancio. È voglia di cambiare il mondo in meglio. Non si fa per routine, è necessario conservare la pulsione a dire cose nuove.
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Richard Sansom che allargò gli orizzonti

Lo sviluppo internazionale di Politecnica è in larga parte merito di Richard Sansom, classe 1950, laureato in Ingegneria Civile Idraulica a Firenze. Nel 1981, dopo qualche anno di esperienze progettuali all’estero, Richard fonda IF srl - Idroforma, con l’Ingegner Massimo Nunzi e l’Ingegner Roberto Naldi. L’incontro tra Idroforma e C.I.A. è fortunato: si crea presto un’intensa collaborazione, che nel 1994 porta alla fusione delle due imprese. Richard è stato socio di Politecnica fino al 2018. Negli anni ha lavorato alla progettazione e direzione lavori per dighe e impianti di irrigazione, strade e ferrovie in tutto il mondo: Giamaica, Somalia, Mauritania, Egitto, Ecuador, Gambia, Belize, Malta, Libia, Sierra Leone.

Di Politecnica dice... L’orgoglio di essere parte di una società di ingegneria fra le prime 20 in Italia, con un livello di evoluzione tecnologica avanzata e un patrimonio di progetti complessi. Non sono solo i risultati tecnici e professionali che mi riempiono di soddisfazione, ma anche la coscienza di aver contribuito a una prospettiva di lavoro sicura per molte persone.
Delle sfide che ci attendono... Oggi più che mai la progettazione integrata è la sola risposta di fronte ai rischi ambientali e alla necessità di ridurre i consumi. Una risposta potenziata da nuovi strumenti e tecnologie che oggi assicurano la sostenibilità del progetto.
Un messaggio alle nuove generazioni? Continuate a studiare, accettate sfide sempre nuove, con uno sguardo attento e partecipe alla società.

I momenti fondamentali di Politecnica

  1. Nasce a Modena il progetto collettivo che oggi è Politecnica.
  2. fondazione C.I.A., Cooperativa Ingegneri e Architetti
    presidenza di Paolo Martini
    presidenza di Renzo Ballabeni
    presidenza di Gabriele Giacobazzi
  3. Nuovi soci e nuove alleanze, progetti grandi e complessi.
  4. incorporazione di Tecnoexport
    alleanza con Idroforma
  5. L’evoluzione è compiuta: da impresa regionale a solido gruppo nazionale.
  6. Incorporazione di I.F. Idroforma (Firenze) e Tecnoprogetti (Bologna): C.I.A. diventa Politecnica Ingegneria ed Architettura
    nuova sede operativa a Bologna
  7. Internazionalità, evoluzione tecnologica, certificazioni.
  8. iniziano i processi di certificazione
    nuove sedi a Catania, Malta e in Kosovo
  9. Pronti a un mercato nazionale e internazionale complesso.
  10. presidenza di Francesca Federzoni
    nuova sede operativa a Milano
    nuova sede a Istanbul
    nuove sedi a Copenaghen e Bucarest
    trasferimento nuova sede operativa Milano
  11. Rispondere alle nuove sfide poste dall’inclusione, l’equità, la sostenibilità.
  12. Certificazione IDEM Gender Equality
    nuove sedi in Belize e Saint Vincent e Grenadine

Un progetto collettivo solidale

La scelta di costituirsi in cooperativa dà vita a un progetto collettivo che guarda avanti e vuole fare impresa senza rinunciare a principi di solidarietà ed equità. Alla base c’è una generosa prospettiva intergenerazionale, un’ottica di lungo termine. E infatti, negli anni, una nuova leva di architetti, ingegneri, fisici, ma anche periti, geometri, progettisti porta in C.I.A. competenze e nuove prospettive culturali. Tra i nuovi entrati c’è Gabriele Giacobazzi, ingegnere, che guiderà l’evoluzione di C.I.A. in Politecnica.


Autonomi, collaborativi e sempre più internazionali

Di fronte alle tante proposte di acquisizione, C.I.A. conferma la scelta iniziale di autonomia e indipendenza e apre collaborazioni con studi professionali a Firenze, Bologna, Roma, Milano. Accede così a progetti più grandi e complessi: inizia la fase di sviluppo internazionale. Intanto acquisisce le professionalità, le competenze e gli strumenti che servono a progettare per una committenza sempre più evoluta: life cycle assessment, risk management, value engineering.


Il nuovo nome di un progetto che guarda avanti

Nel 1994, con il nuovo nome di Politecnica Ingegneria ed Architettura, la cooperativa sancisce l’avvenuta trasformazione: da studio di progettazione regionale a solida e innovativa impresa di livello nazionale, con intense attività all’estero. Dal 2011 la presidenza è affidata a Francesca Federzoni, ingegnera, in Politecnica dal 1995.


Un futuro di inclusione

Progettare in modo inclusivo è centrale per Politecnica, oggi più che mai. Vuol dire sviluppare edifici e spazi che generano opportunità, capaci di adeguarsi agli usi e alle funzioni che gli utenti assegnano loro. Nello stesso modo conta l’inclusione di genere: 2021 Politecnica ha ottenuto la Certificazione IDEM Gender Equality e ha già fissato l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 la parità numerica delle persone nell’organizzazione (già oggi le donne sono il 47% e godono di piena parità di remunerazione).